08-06-2010
Aspettando il 10 giugno 2011 per la bozza definitiva del nuovo decreto facciamo il punto della situazione.
Nella bozza del decreto che accoglie in parte le richieste dei
produttori di sistemi fotovoltaici, si sono ridotte le
tariffe incentivanti (i contributi che il GSE paga al produttore di
energia per ogni kWh prodotto dall'impianto) rispetto alle attuali,passaggio logico e obbligato che accontenta noi addetti ai lavori.
Ricordiamo, infatti, che dopo il primo annuncio, a febbraio 2010, di
riduzione del 20-25% delle tariffe incentivanti,non si sono fatte attendere le proteste dei
produttori, preoccupati per gli eccessivi tagli agli incentivi e per i
ritardi nell’emanazione del nuovo decreto.
Successivamente, a maggio, il sottosegretario del MSE con delega
all’energia, Stefano Saglia, ha annunciato l’imminente varo del nuovo
Conto Energia, confermando la riduzione delle tariffe incentivanti. Ma dopo un mese, l’inerzia delle istituzioni ha
spinto il GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) a chiedere
direttamente al Presidente della Repubblica e al Presidente del
Consiglio di procedere con urgenza all’emanazione del nuovo Conto
Energia.
Rispetto alle ipotesi di febbraio, la nuova bozza di decreto rivede
leggermente al rialzo le tariffe incentivanti per gli
impianti che entreranno in esercizio dal 1° gennaio al 31 agosto 2011:
le nuove tariffe aumenterebbero tra 1 e 15 millesimi di euro per
kilowattora prodotto, rispetto a quelle previste a febbraio, con un
picco di 24 millesimi per gli impianti a terra tra 200 e 1000 kW di
potenza, che entreranno in esercizio tra il 30 aprile e il 31 agosto
2011 (da 0,285 €/kWh di febbraio si passerebbe a 0,309).
Le tariffe per gli impianti che inizieranno a produrre energia tra il 31
agosto e il 31 dicembre 2011 resterebbero quelle indicate nella bozza
di febbraio, con lievissimi aumenti per gli impianti più grandi (da
0,295 a 0,302 €/kWh).
Per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013 le
tariffe saranno decurtate del 6% all’anno.
Restano confermate nella nuova bozza di decreto:
- la semplificazione delle tipologie installative, con
la previsione di due sole tipologie: “impianti fotovoltaici realizzati
sugli edifici” e “altri impianti fotovoltaici” (eliminando la categoria
della parziale integrazione);
- la suddivisione degli impianti in 5 classi di potenza:
tra 1 e 3 kW; tra 3 e 20 kW; tra 20 e 200 kW; tra 200 e 1000 kW; oltre i
1000 kW;
- il premio aggiuntivo per gli impianti in regime di
scambio sul posto, realizzati sugli edifici e che riducano di almeno il
10% l’indice di prestazione energetica dell’edificio (da dimostrare con
una certificazione energetica). Il premio può raggiungere il 30% della
tariffa incentivante riconosciuta all’impianto;
- una tariffa incentivante incrementata del 5% per gli impianti
diversi da quelli realizzati sugli edifici, che si trovino in
aree industriali, commerciali, cave esaurite, aree di pertinenza di
discariche o di siti contaminati:
- l’introduzione della categoria “impianti fotovoltaici
integrati con caratteristiche innovative” che beneficeranno di
tariffe incentivanti (secondo tre intervalli di potenza) più alte
rispetto alle altre due tipologie. Queste tariffe saranno decurtate del
2% all’anno (anziché del 6%) nel 2012 e 2013;
- le tariffe incentivanti per gli impianti a concentrazione,
divise in due intervalli di potenza e decurtate del 2% all’anno nel
2012 e 2013.
La nuova bozza ministeriale non modifica l’obiettivo nazionale
della potenza da installare, che resta fissato
a 8.000 MW entro il 2020. Il tetto della potenza incentivabile è di
3.000 MW, a cui si aggiungono 200 MW per gli impianti integrati e 150 MW
per gli impianti a concentrazione.
Sono confermate anche le condizioni per la cumulabilità
delle tariffe incentivanti e la riduzione dell’Iva; resta il divieto di
cumulo con le detrazioni fiscali.